Valentina ha vent’anni, un temperamento artistico e una macchina fotografica in compagnia della quale frequenta Graphic Design alla Rufa, la Rome University of Fine Arts. L’altro giorno

 

 

lei e la sua macchina fotografica erano insieme al Casale Santo Iolo e si sono guardate un po’ intorno. C’era anche sua cugina Carolina, compagna di mille occasioni e, all’occorrenza, modella. Sono passate all’azione.

 

Perché i volti sono sempre coperti? Valentina lo spiega con una favola.

“C’era una volta una ragazza misteriosa e soave, il passo leggero e la mente un po’ svagata. Nella casa in cima alla collina trova silenzio e luce dorata. Ne rimane affascinata, ma non è nel suo carattere darlo a vedere. Preferisce aggirarsi silenziosa tra le stanze, per coglierne l’armonia e captare le storie di cui sono cariche. Si siede per terra, respira piano per non disturbarle e il pensiero si perde. La testa vola sempre più in alto, mentre, nella stanza, cuscini, quadri e suppellettili si animano prodigiosamente. Un po’ diffidenti, ma curiosi come gatti, si fanno avanti dapprima timidamente, poi con una certa sfacciataggine. Lei li abbraccia fino a che le sue braccia diventano una loro estensione, li sostiene, plasma con loro la sua testa… La macchina fotografica è la sola testimone di questo piccolo prodigio di fusione tra persona, luogo e oggetti.”

Magia del posto? Magia dell’arte? Per me…magia di Valentina e delle sue foto senza testa ma con molta anima. Che brava!