Benvenuti a Santo Iolo.
Facciamo un giro…in Cantina? La giornata è radiosa, l’aria ancora fresca, aleggia leggero il profumo dei fiori. Venite, facciamo piuttosto una passeggiata in giardino. Vi voglio presentare le mie rose.

Ecco, all’ingresso, la mia preferita, una gigantesca rampicante che avvolge gli archi del portico con migliaia di fiori color crema. Al centro stami gialli come minuscoli pompon, che d’autunno diventano altrettante bacche rosse, saccheggiate dagli uccelli. Fiorisce una sola volta l’anno, ma con grande sontuosità. Come poteva chiamarsi se non Wedding Day?

Sei grandi rose chinensis sanguinee si affacciano dagli archi del portico. Controllano le vigne sottostanti. Di origine cinese, coltivate in tempi lontanissimi dai giardinieri imperiali delle prime dinastie, fioriscono di un rosso sanguigno, vibrante e trasparente . Disordinate ed allegre, hanno foglie esili ed appuntite che resistono anche d’inverno e sono sempre, sempre in fiore. Le intercettiamo con lo sguardo molte volte al giorno transitando verso la cantina. Sul momento non lo percepiamo, ma ad ogni passaggio ci infondono un po’ del loro buonumore.

 

Nella vigna vecchia ogni filare si accompagna ad una rosa diversa. La vecchia tradizione contadina assicurava che il mal bianco, uno dei grandi nemici della vite, colpisse la rosa prima della vite e facesse così da campanello d’allarme per intervenire con “l’acqua”, come veniva chiamato il trattamento a base di zolfo e rame, forse per sottolinearne l’innocuità. Ancora oggi rimane un valido aiuto nella lotta alle malattie fungine, l’unico per noi che seguiamo l’agricoltura biologica.

Rose de Resht è stata recuperata da un vecchio giardino persiano a Resht, in Iran, allora come oggi città di grandi scambi commerciali. Guardate bene i suoi fiori. Così fitti di petali – sembrano peonie – non vi sembra di averli già visti dipinti su qualche ceramica orientale? Di certo è arrivata in Persia dalla Cina con qualche carovana carica di merce e di polvere delle steppe.

Sul vascone dei pesci si accomoda La France, con la sua bellezza ottocentesca. Languidamente lascia cadere i suoi petali a terra e nell’acqua, ma è dotata di spine crudeli, al limite del lecito. È un ibrido di tè, cioè derivata da quelle rose che profumano di tè. Non voglio mettere in difficoltà il vostro odorato, ma tuffandovi col naso in un fiore ben aperto, in effetti potreste assaporare lo stesso profumo delizioso che sale da una tazza fumante. Alcuni dicono che le rose, trasportate sui vascelli della Compagnia delle Indie assieme ai carichi di tè, ne assorbissero l’aroma. Ma qui la Storia si perde nella Leggenda.

Pierre de Ronsard è una rosa nata negli anni ottanta, ma le sue corolle di forma antica, rosa con sfumature argento, non rispecchiavano lo stile dell’epoca, poco incline a fiori di aspetto classico e toni pastello. Stava per essere tolta dal commercio, quando in un concorso internazionale finalmente ci si accorse della sua bellezza. Come a volte accade, da allora fu un continuo trionfo: “Rosa Favorita del Mondo Intero” nel 2006 e ad oggi la rosa rampicante più venduta al mondo. Se tanta fama non intimidisce, come rinunciarvi? Il suo nome è quello di un poeta francese del ‘500, definito il principe dei poeti, che cantava:
“ Vivete, date ascolto, diman non attendete:
Cogliete fin da oggi le rose della vita”

La rosa roxburghii plena è un’ insolita bellezza. Il cespuglio sembra una fontana, con lunghi rami che si incurvano sul prato, e fiori accartocciati come carta velina. D’autunno sviluppa strani frutti simili a quelli dell’ippocastano, da cui il nomignolo di rosa-castagna. È una vera rosa di campagna, indisciplinata e libera, che ama mescolarsi con la ginestra e gli alberi da frutto.

Avviamoci verso l’orto. Incontriamo Albertine, o meglio è lei che ci viene incontro, già col suo profumo. I fiori aragosta non passano inosservati in questo periodo dell’anno, dal momento che centinaia di fiori si aprono tutti insieme.Un fuoco d’artificio.

In mezzo alle verdure ci vuole una rosa semplice, un po’ zotica se vogliamo, che non disdegni la compagnia di cipolle e insalate. Ecco Cocktail, una rosa relativamente recente – è una mia coetanea! – che si ama o si odia. I suoi rossi e i suoi gialli, caldi e sfrontati, fanno pensare al buon cibo di casa: gli spaghetti al pomodoro, la pizza margherita, la bruschetta strusciata di pomodoro.
Ecco, si finisce sempre col pensare al mangiare, magari accompagnato da un bicchiere di vino…
Indovinate un po’ quale…