TEMPO DI LETTURA 2’45”

Ve lo dico per tempo: quest’anno, la notte tra il 23 e il 24 giugno, non prendete impegni. Ho programmi per voi. Niente di nuovo, in realtà. Già Shakespeare ce lo aveva spiegato che è questa la notte di mezza estate.
In questa notte umano e divino si avvicinano in un sogno popolato di boschi, elfi e folletti, pozioni fiorite e nebbie fatate, incantesimi ed innamoramenti. Siamo al solstizio d’estate, è la notte più corta dell’anno, oggi la luce ha il sopravvento sulle tenebre, il sole sposa la luna e il bene può vincere il male. E allora quale momento migliore per abbandonarci al fiabesco e lasciarci spaventare dal demoniaco? A Santo Iolo, lo sapete, il mondo è ( moderatamente ) alcolico. Da noi la notte di San Giovanni si festeggia con la PREPARAZIONE MAGICA DEL NOCINO. Mettiamo insieme tradizioni e leggende e vediamo insieme cosa ne viene fuori.

– Innanzitutto individuate il più bell’albero di noce della vostra zona. Mi auguro non abitiate in centro città.

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L’ideale sarebbe il noce di Benevento, che il vescovo San Barbato, nell’anno 665, fece abbattere e poi anche sradicare, per cavare via il male dalla terra. Non per niente allora la città si chiamava Maleventum. Le streghe ogni anno, durante la notte in questione, volavano a frotte intorno a quel noce enorme, e sotto le sue fronde celebravano i loro sabba in onore del diavolo. Il vescovo sapeva quel che faceva e infatti tra le radici trovò un demone, che sgominò con l’acqua santa.

– Pregate ora una giovane amica – che sia vergine mi raccomando! – di togliersi le scarpe e di arrampicarsi a piedi nudi sull’albero. Dovrà cogliere, solo con le mani, un certo numero di noci, rigorosamente dispari, a seconda della quantità di nocino di cui avrete bisogno per le serate invernali. Ipotizziamo che ne colga 25 prima di scocciarsi ed interrompere l’amicizia.

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– Lasciate le noci ben esposte alla rugiada della notte. È questo un passaggio fondamentale, essendo la rugiada l’elemento purificatore che darà al vostro nocino la carica positiva che farà la differenza. Se siete scettici pensatelo come una sorta di dinamizzazione biodinamica. Potrebbe anche diventare una pratica agronomica di moda. Ora andate a riposare, non sia mai che qualche strega sia nei paraggi. Se per caso sentite qualche soffio gelido repentino – non c’è dubbio – deve avervi preso di mira.

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– Il giorno seguente tagliate ogni noce in quattro senza usare alcun metallo, a meno che non si tratti di un falcetto d’oro di druida memoria. Potete ripiegare su un normalissimo mortaio o anche, sfruttando la globalizzazione, un coltello in ceramica. La polpa e il guscio, immaturi, sono ancora morbidi e l’operazione vi sarà facile. Ponete le noci in un contenitore di vetro e aggiungete dello zucchero, circa 4-500 grammi, e lasciatelo al sole fino al giorno successivo. Lo zucchero sciogliendosi darà il via alla macerazione delle noci.
– È il momento di aggiungere l’alcol, 350 centilitri, e le spezie. Non posso darvi una ricetta: ognuno usi il proprio gusto e la propria sensibilità per scegliere tipo e dosi, ma non lasciate che prevarichino il sapore del mallo di noce, che dovrà essere l’anima del liquore. Si possono usare cannella, noce moscata, cardamomo, buccia di limone, chiodi di garofano, bacche di ginepro e anche chicchi di caffè. Fate voi.

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– Ora il contenitore va posto al sole, se vorrete estrarre dalle noci tutte le virtù medicinali, e agitato delicatamente ogni 3 giorni. Fino a quando? Fino al 3 agosto ( vorrei indurvi ad una riflessione su questo magico 3 ricorrente ). A questo punto potrete aggiungere dell’acqua di fonte, 3-400 centilitri. Il nocino dovrà avere tra il 30 e il 40 % di alcol, regolatevi sul vostro gusto e sul valore delle vostre ultime transaminasi. Adesso potete filtrare con un panno bianco 100% lino ed avviare l’affinamento in una botticella di legno, oppure direttamente in bottiglie di vetro, preferibilmente scuro.
– Dopo circa 3 mesi, giunti alla notte di Ognissanti, la pozione è pronta, che più magica non si può. Grazie all’acido gallico – un tipo di tannino – in essa contenuto, avrà proprietà antisettiche, antinfiammatorie, antiossidanti, e digerirete anche i sassi.

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E come ogni cosa cercata, voluta e un po’ sofferta, come ogni azione conosciuta e compresa nella sua storia, come tutto ciò che oltre ad essere concreto e materiale è arricchito da un’aura di mistero e magari si porta anche addosso secoli di tradizioni, più o meno buono che il nocino vi riesca sarà comunque di grandissima soddisfazione e vi sembrerà il migliore del mondo.